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Nepi e Civita Castellana: storie d'acqua e di nobiltà

Da Nepi a Viterbo, passando per Civita Castellana

Andiamo alla scoperta di due splendidi comuni della provincia di Viterbo, che legano la loro storia alle più importanti famiglie nobiliari del Lazio,  come gli Orsini, i Farnese e i Borgia ed alla presenza di un tesoro preziosissimo che sgorga in queste terre:  l’acqua di Nepi,  ancora oggi conosciuta in tutt’Italia.

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immagine della tappa a Nepi

Immagine di Nepi Nepi è la città delle acque: il nome stesso deriva, infatti, dalla parola etrusca Nepa ovvero acqua e sorge sull’antica Via Amerina.  La quantità di torrenti e fonti, di solfatare, d'acque ferruginose, solforose e minerali, rivela ancora oggi la caratteristica di questo territorio.
 
Profonde gole e burroni si aprono come squarci nel terreno, le “Forre”, chiamate localmente  “Cavoni”, scavate dalla millenaria azione erosiva dei torrenti che serpeggiano sul fondo. 
Lungo le pareti delle forre, l’uomo ha scavato delle “Vie Cave”, mentre in alto possiamo individuare numerose grotte, riutilizzate in varie epoche e con funzioni diverse. Inoltriamoci in una delle vie cave meglio conservata e più impressionante per le dimensioni monumentali, quella in località Il Cardinale; facilmente percorribile grazie ad un percorso ecologico segnalato, che inizia appena fuori la porta del centro storico.
Proprio in quest’ultimo visitiamo La Chiesa di San Tolomeo, anche detta del Rosario, commissionata dai Farnese per poter accogliere le Reliquie dei Santi Martiri, ritrovate all'interno delle Catacombe di Santa Savinilla. Meritano una sosta anche la Chiesa di San Biagio, probabilmente una delle più antiche della città, e la Rocca dei Borgia, circondata da possenti mura. 
Infine apprezziamo l’acquedotto, che costituisce uno dei luoghi più suggestivi e pittoreschi dell'intera città, e ciò che resta delle cosiddette case torri” d'epoca medievale, periodo nel quale le varie famiglie si osteggiavano l'un l'altra per l'acquisizione del potere e le loro residenze, quindi, divenivano segno di prestigio e potenza.
Infine visitiamo la Catacomba di Santa Savinilla che si trova fuori dell’abitato di Nepi. La catacomba prende il nome dalla matrona romana che, secondo un racconto leggendario dell’XI secolo, diede sepoltura ai corpi di Tolomeo e Romano, ritenuti i vescovi  fondatori della comunità nepesina martirizzati sotto Claudio il Gotico.

immagine della tappa b Civita Castellana

Immagine di Civita Castellana La seconda tappa del nostro percorso è Civita Castellana, l’antica città dei Falisci, popolo che qui abitava prima degli Etruschi, nota come Falerii .
Di grande importanza storico-monumentale, Civita Castellana che possiede antiche costruzioni civili e religiose tracce di un passato nobiliare, come la Rocca dei Borgia,  magnifica fortezza a pianta pentagonale, conosciuta anche come Forte Sangallo,  perché progettata da questa famiglia. Conclusa da papa Giulio II, con l'aggiunta del  maschio ottagonale per adattarla all'impiego dell’artiglieria, venne infine abbellita da Leone X e poi  da papa Pio IV. Alcuni ambienti della Rocca ospitano il Museo Nazionale Archeologico dell'Agro Falisco, dove sono esposti ceramiche, bronzi, corredi funerari, ricostruzioni di tombe e materiali provenienti da templi, riguardanti soprattutto l'area di Falerii Novi.
Visitiamo poi la Cattedrale di Santa Maria, eretta su un preesistente edificio, che mantiene dell'antica chiesa romanica, la facciata, il campanile, la cripta ed alcuni affreschi. Nella Piazza del Comune, apprezziamo  il palazzo comunale, edificato sotto Leone X intorno al 1500 e, al centro, la Fontana dei Draghi, con tre ordini di gradoni e una vasca con quattro stemmi, all’interno della quale spiccano quattro draghi dalla cui bocca sgorga l’acqua, mentre una colonna sorregge il catino centrale.

immagine della tappa c Viterbo

Immagine di Viterbo

Prima di rientrare consigliamo una passeggiata per il centro storico di Viterbo, per ammirare la splendida Piazza San Lorenzo e tutti i vicoli e i palazza medievali. Se poi nel frattempo vi fosse venuta fame, consigliamo di fare tappa al Ristorante La Zaffera, collocato all'interno della struttura di un monastero del XV secolo, nel cuore del quartiere storico di San Pellegrino.

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