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Tour fra i borghi panoramici della Valle Santa

Da Greccio a Poggio Bustone, passando per per Labro

Siamo nel territorio della V Comunità Montana Montepiano Reatino, al confine con l’Umbria, un luogo caratterizzato da ampie vallate e panoramiche alture da cui ammirare uno degli spettacoli naturalistici più belli del Lazio. Non a caso è qui che San Francesco scelse di fermarsi lungo il Suo cammino di fede che lo condusse fino a Roma. 

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immagine della tappa a Greccio

Immagine di Greccio

Il nostro itinerario alla scoperta dei panorami più belli sulla Valle Santa - nel territorio della Comunità Montana Montepiano Reatino - inizia dal borgo medievale di Greccio, piccolo agglomerato di case adagiato su una roccia del Monte Lacerone, a 2 km da una delle tappe principali del Cammino di San Francesco, il Santuario del Presepe. Da una delle strette stradine del centro storico – Via del Forno - alle spalle della Collegiata di San Michele Arcangelo, nei pressi del Ristorante “Il Nido del Corvo”, possiamo godere di un colpo d’occhio d’eccezione sulla piana sottostante. Ci colpisce la geometria degli elementi che caratterizzano la campagna della Conca Reatina, le linee nette che separano i campi arati dalle distese gialle dei girasoli, alternate ai verdi prati e, in lontananza, all’ombra del Terminillo, i due specchi d’acqua della Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile.

 

immagine della tappa c Moggio (frazione di Rieti)

Immagine di Moggio (frazione di Rieti)

Riscendiamo a valle per prendere Via Limiti Nord. Superata la frazione di Sellecchia, poco dopo Limiti di Greccio, proseguiamo lungo la SP1, costeggiando radure verdissime, fino al piccolo abitato di Piè di Moggio. Da qui sale una stradina molto stretta, completamente avvolta dall’ombra delle fronde degli alberi della collina sulla cui vetta sorge un minuscolo borgo per lo più diroccato e quasi disabitato: Moggio, frazione del comune di Rieti. Nonostante la difficoltà per raggiungere questo luogo, il fascino del paesino e l’incredibile panorama che si apre su un’ampia porzione della Valle Santa, ci ripagano dello sforzo. Impossibile salire fin qui in camper, purtroppo, dovremo optare per l’automobile, per un fuoristrada o per la motocicletta. Lo spettacolo che si gode da quassù sembra disegnato. Il verde della vallata ci appare ancora più intenso, così come il celeste delle acque del Velino che attraversa con le sue geometriche anse il paesaggio sottostante e del piccolo lago di Ventina, al confine con la vicina Umbria

immagine della tappa d Labro

Immagine di Labro

Tornati sulla strada principale, la SP1, ci dirigiamo verso Labro, una vera e propria terrazza medievale sull’Umbria. Lo raggiungiamo costeggiando il corso del Velino per poi attraversarlo e raggiungere il lago di Ventina, sulla SP62, lungo le cui erbose rive possiamo fermarci per un pic-nic o una nuotata rinfrescante. All’incrocio con Colli sul Velino giriamo a sinistra e attraversata la frazione di Madonna della Luce, ci immettiamo sulla SS79 Ternana. Al grande incrocio giriamo a sinistra e, dopo pochi metri, all’altezza di una pizzeria, saliamo per la prima strada a destra, sfiorando il confine ideale con il territorio umbro. Arriviamo così al paese-gioiello di Labro, un agglomerato di case bianche all’interno del quale si snodano strettissime viuzze tra scaloni e ciottoli. Superata l’antica porta di accesso al borgo saliamo sulla bella scalinata sulla destra per raggiungere il belvedere. Un verdissimo prato sul cui ciglio sorge un antico torrione ci annuncia che siamo quasi arrivati in uno dei punti più belli e panoramici della Sabina, esattamente sulla linea naturale che separa il Lazio dall’Umbria. Da qui, infatti, ci appare il lago di Piediluco – appartenente al comune di Terni - anch’esso residuo, insieme al lago di Ventina e ai Laghi della Riserva Naturale della Piana reatina, del preistorico Lacus Velinus, sparito in seguito alla bonifica dei romani da cui nacquero le maestose Cascate delle Marmore. Lo spettacolo è ancor più suggestivo al tramonto, quando si iniziano ad accendere le prime luci delle case del piccolo borgo che si sviluppa lungo le rive del lago, e quelle dei vaporetti che sfiorando da mattina a sera la sua superficie portano i turisti alla scoperta degli angoli più nascosti.

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immagine della tappa c Poggio Bustone

Immagine di Poggio Bustone

Da Labro prendiamo la strada per Morro Reatino e superato Rivodutri, paese del Faggio di San Francesco, arriviamo a Poggio Bustone, che diede i natali al famoso cantautore Lucio Battisti, nonché luogo fondamentale del Cammino di Francesco. Proprio sopra il borgo storico sorge il Santuario francescano di San Giacomo, dove il Santo d’Assisi compose il famoso Cantico delle Creature, scolpito in tempi recenti dai frati su una tavola di legno affissa ad una delle pareti affrescate del chiostro del complesso conventuale. E’ da qui che ci godiamo l’ultimo panorama sulla Valle Santa. Il nostro sguardo - a picco sulla piana reatina – si riempie delle meraviglie della valle, soffermandosi dapprima sui bei tetti di Poggio Bustone per poi spostarsi verso destra sulla Riserva Naturale dei Laghi circondata da ettari di campi e di prati a perdita d’occhio, attraversata dalle acque del Velino e incorniciata dai monti del Terminillo. Non è un caso che nella bella stagione Poggio Bustone diventi un punto di riferimento per quanti decidono di vivere un’esperienza da “brivido” lanciandosi con il parapendio.

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